Timeless Mopar

E’ passato ormai un anno, ma vedere pubblicata la propria Americana sulle pagine di American Drive è, per noi appassionati, tale motivo di gioia ed orgoglio che non poteva mancare un articolo anche su questo blog. Grazie ad Antonello Jelitro di American Auto Parts di Milano ed a Gian Paolo Varetto, direttore della Rivista.

Gennaio 2016 – Dicembre 2017 American Drive

It takes a Mopar to catch a Mopar

Domenica 9 luglio 2017 – Idroscalo di Milano. La Hemicuda 1970 di American Auto Parts di Milano ha vinto il primo premio fra le vetture anni 70 al Cruising Rodeo! Grandissima soddisfazione e divertimento (visto che ho guidato per circa 50 km la Charger R/T 68 sempre di American Auto Parts di Milano).

Hemicuda 70 e Charger 68
Hemicuda 70 e Charger 68

Charger R/T 68
Charger R/T 68

1969 Dodge Charger – headlights

1969 Dodge Charger headlights
1969 Dodge Charger headlights

I fanali di una Charger in una buia notte di nebbia sono una rara cosa da vedere, ma soprattutto sono qualcosa di suggestivo. I fanali, da spenti, sono chiusi da due sportelli (headlights doors) che si aprono solo quando si accendono i fari dall’apposito interruttore sul cruscotto. Questo, per dare al frontale della macchina un’estetica più accattivante che prevedesse una griglia senza soluzioni di continuità, a parte l’elemento divisorio verticale appositamente inserito dagli stilisti di casa Dodge per il model year 1969.

1969 Dodge
1969 Dodge

L’apertura/chiusura degli sportelli copri-fari è azionata da un complesso meccanismo che funziona con la depressione del carburatore. Questo, per i modelli del ’68 e ’69 della seconda serie, mentre nel ’70 si torna ad un dispositivo elettrico per il movimento degli sportelli, come era nella prima serie della Charger, prodotta dal ’66 al ’67.

1969 Dodge Charger

Importata nel 2013 dagli USA, Ohio, questa splendida Charger è motorizzata dal big block 383 da 330 cavalli, ed è matching numbers.

Ancora in Ohio, prima del restauro
Ancora in Ohio, prima del restauro

E’ completa anche del broadcast production sheet, in duplice copia, che ne attesta l’autenticità e che descrive ogni singola option o caratteristica della macchina quando uscì dallo stabilimento di Hamtramck, nel Michigan, il 7 novembre 1968 (model year 1969). La macchina ha una lista di opzioni molto interessante, fra cui l’aria condizionata, l’auto speed control, lo sbrinatore del lunotto posteriore, il vinile nero sul tetto, la trasmissione automatica TorqueFlite 727 abbinata ad un differenziale autobloccante, tergi cristalli a tre velocità, bracciolo anteriore (che fa sì che il selettore del cambio sia al volante), contagiri, radio AM/FM Solid State (perfettamente funzionante come tutto il resto della strumentazione).

1969 Dodge Charger interior
1969 Dodge Charger interior

Nella foto sopra, si vedono i comandi del “six way seat”, altra option molto interessante (e costosa!) che permette svariate regolazioni del sedile. Il radiatore è da 26″, quindi con una capacità maggiorata, come era d’obbligo su tutte le macchine che montavano l’aria condizionata, che in questo esemplare non è ancora stata ripristinata, benchè sia prevista. Si noti, infatti, l’assenza del compressore che normalmente dovrebbe essere posizionato nella parte anteriore del motore circa davanti alla bobina. Il secondo radiatore più piccolo, agganciato a quello principale, serve per il raffreddamento del cambio automatico. Questo “upgrade” era piuttosto comune anche all’epoca, dato che aumenta l’efficienza e la sicurezza del circuito di raffreddamento rispetto alla soluzione originale, dove il radiatore principale serviva per raffreddare motore e cambio (eccezion fatta per alcune motorizzazioni più spinte, come l’Hemi con il 727, che prevedeva il radiatore dedicato al cambio, stock).

1969 Dodge Charger engine bay
1969 Dodge Charger engine bay

Il colore degli interni (trim C6T) coordinato alla tinta esterna, è il Tan ed i sedili sono in vinile, sia la panca posteriore sia i bucket seats anteriori.

1969 Dodge Charger back benchseat
1969 Dodge Charger back benchseat

Il colore con cui è nata è l’elegante Copper Poly (codice T5), ed è stata riverniciata nella sua tinta originale.

1969 Dodge Charger T5 Copper Poly
1969 Dodge Charger T5 Copper Poly

Tutto il restauro è stato eseguito ai massimi livelli da American Auto Parts di Milano, che si è occupata anche del trasporto, dello sdoganamento e dell’omologazione. Oggi il suo proprietario, Davide, se la gode nella riviera romagnola, da dove si  muove per partecipare ai raduni di tutto il nord Italia.