1970 Plymouth ‘Cuda project

Plymouth Cuda 383 del 1970, TorqueFlite 727, un progetto che vedrà il suo compimento fra qualche anno, per il momento la base di partenza è molto buona: i lavori di lattoneria sono stati ultimati, la macchina è sanissima, con tutti i suoi lamierati originali ed è già in primer pronta per il completamento della verniciatura, che è già stata eseguita nel vano motore, all’interno dell’abitacolo, nel volume del baule e sotto la scocca…

Il colore è EV2 (TorRed in casa Plymouth, per Dodge sarebbe Hemi Orange). Tutti i lavori sono sotto la supervisione e il coordinamento di American Auto Parts di Milano.

1969 T5 touch up paint

Un grande tesoro trovato sotto al sedile della mia Charger appena arrivata in Italia dall’Ohio.

Si tratta del “touch up paint” stick, gadget che veniva fornito con la macchina nuova e che era usato per piccoli ritocchi alla carrozzeria in caso di lievi danni. Svitando il tappo c’è un pennellino che permette di applicare la vernice, in questo caso color T5, direttamente già pronta all’uso. Nel caso del mio referto, ho trovato la vernice all’interno in perfetto stato di conservazione… fortuna, o forse qualità Mopar 😉 Squotendo il pennarello si sente chiaramente che una sfera di metallo all’interno permette di mantenere la vernice liquida e omogenea. Ho anche usato una “pennellatina” di vernice per un micro ritocco ad un graffietto sul valance posteriore. Altro particolare interessante: sopra al tappo/pennello c’è un cappuccio rosso, togliendo il quale c’è un altro piccolo pennellino con un preparato di stucco…

Insieme a questa perla, c’erano anche una manciata di monete, mezzo dollaro e qualche penny, nei posacenere situati nei pannelli laterali posteriori. Sul pavimento, un ticket per l’ingresso da spettatore di un circuito da corsa,  della metà degli anni ’80, oltre che una buona quantità di polvere americana.

Chrysler parts - Touch up paint
Chrysler parts – Touch up paint

1969 Dodge Charger

Importata nel 2013 dagli USA, Ohio, questa splendida Charger è motorizzata dal big block 383 da 330 cavalli, ed è matching numbers.

Ancora in Ohio, prima del restauro
Ancora in Ohio, prima del restauro

E’ completa anche del broadcast production sheet, in duplice copia, che ne attesta l’autenticità e che descrive ogni singola option o caratteristica della macchina quando uscì dallo stabilimento di Hamtramck, nel Michigan, il 7 novembre 1968 (model year 1969). La macchina ha una lista di opzioni molto interessante, fra cui l’aria condizionata, l’auto speed control, lo sbrinatore del lunotto posteriore, il vinile nero sul tetto, la trasmissione automatica TorqueFlite 727 abbinata ad un differenziale autobloccante, tergi cristalli a tre velocità, bracciolo anteriore (che fa sì che il selettore del cambio sia al volante), contagiri, radio AM/FM Solid State (perfettamente funzionante come tutto il resto della strumentazione).

1969 Dodge Charger interior
1969 Dodge Charger interior

Nella foto sopra, si vedono i comandi del “six way seat”, altra option molto interessante (e costosa!) che permette svariate regolazioni del sedile. Il radiatore è da 26″, quindi con una capacità maggiorata, come era d’obbligo su tutte le macchine che montavano l’aria condizionata, che in questo esemplare non è ancora stata ripristinata, benchè sia prevista. Si noti, infatti, l’assenza del compressore che normalmente dovrebbe essere posizionato nella parte anteriore del motore circa davanti alla bobina. Il secondo radiatore più piccolo, agganciato a quello principale, serve per il raffreddamento del cambio automatico. Questo “upgrade” era piuttosto comune anche all’epoca, dato che aumenta l’efficienza e la sicurezza del circuito di raffreddamento rispetto alla soluzione originale, dove il radiatore principale serviva per raffreddare motore e cambio (eccezion fatta per alcune motorizzazioni più spinte, come l’Hemi con il 727, che prevedeva il radiatore dedicato al cambio, stock).

1969 Dodge Charger engine bay
1969 Dodge Charger engine bay

Il colore degli interni (trim C6T) coordinato alla tinta esterna, è il Tan ed i sedili sono in vinile, sia la panca posteriore sia i bucket seats anteriori.

1969 Dodge Charger back benchseat
1969 Dodge Charger back benchseat

Il colore con cui è nata è l’elegante Copper Poly (codice T5), ed è stata riverniciata nella sua tinta originale.

1969 Dodge Charger T5 Copper Poly
1969 Dodge Charger T5 Copper Poly

Tutto il restauro è stato eseguito ai massimi livelli da American Auto Parts di Milano, che si è occupata anche del trasporto, dello sdoganamento e dell’omologazione. Oggi il suo proprietario, Davide, se la gode nella riviera romagnola, da dove si  muove per partecipare ai raduni di tutto il nord Italia.